Personaggi, luoghi, presenze
animate e inanimate nel romanzo L’imputata di Laudomia Bonanni
![]()
a cura di Fausta
Samaritani
Nota
Questo vademecum alla lettura de L’Imputata,
il romanzo con cui Laudomia Bonanni vinse nel 1960 il Premio Viareggio, è
stato da me scritto alcuni mesi prima del terremoto devastante che il 6 aprile
2009 ha martoriato il centro dell’Aquila, cancellando quasi del tutto anche i
luoghi dove il romanzo è ambientato. Oggi il vademecum, che accompagna e
guida la complessa e difficile lettura de L’Imputata, è messo in rete
come piccolo contributo alla ricostituzione di un’anima civile e culturale
aquilana, senza la quale ogni restauro materiale è impresa vuota, arbitraria,
lontana dal sentire dei cittadini.
Dove sono oggi i Romolo, i
costruttori di città intesa come centro vitale di scambi culturali, di
commerci, di incontri, di amori, di accoglienza, di crescita, di educazione, di
ricordi…? Dove sono quei 99 Castelli,
sparsi nel territorio, che nel Medio Evo si consorziarono per costruire una
città nuova, su disegno di Gerusalemme, un punto d’incontro per cittadini di diversa origine, ma di identico
sentire? O dobbiamo rassegnarci agli alloggi decentrati, più o
meno provvisori, più o meno accoglienti, abitati da famiglie che tra loro non si conoscono, lontani dal cuore pulsante di una
città vera e viva, di una città che cambia, che si evolve ma ricorda, che si
aggiorna e cammina con il procedere del tempo e in linea con il resto del
Paese? Dobbiamo rassegnarci al provvisorio diventato stabile, allo spopolamento dei centri
universitari, alla partenza dei più giovani, al lamento dei più anziani, alle iniziative commerciali stentate, a veder gli Aquilani celebrare le feste laiche e religiose in luoghi inadeguati, privi di
storia, di arte, di memoria? Dobbiamo dichiarare che inutili, anzi fastidiosi, sono i cariolanti e inutile lo scariolar delle lor cariole? Se gli Aquilani gettano la spugna, c'è oggi un eremita santo, disposto a dar la Perdonanza?
Anche le pietre parlano: gli Aquilani le cercano, le rivoltano, le selezionano. Se
di pietra, di calce, di mattoni, di ferri, di intonaci, di legno, di vernici, di stucchi
l’uomo progetta e poi eleva le case che abita o che elegge a luogo di uso
comune, tutti questi elementi, frantumati e mescolati tra loro, è ovvio che non sono una città: sono un intralcio alla ricostruzione. Eppure gli Aquilani cercano pietre. Dobbiamo forse abbandonare le rovine aquilane a sé stesse, come fecero i
Troiani, come gli antichi Agrigentini che lasciarono la loro città dopo
devastanti distruzioni, e i loro templi vuoti, divenuti muti scheletri, misteriosi
simulacri del silenzio umano, in una verde valle, piena di vita animale e
vegetale? Dobbiamo forse piangere, come pianse Pirandello sulla rovina –
materiale e morale – della città di Agrigernto, su quei templi solenni, bianchi e solitari?
E solo a voi, de la città scomparsa
tra tanti egregi monumenti, in sorte
toccò di veder questi anni lontani:
vivi voi solo già, tra le fumanti
ruine in fuga saccheggiate; morti
ora voi soli, in mezzo a tanta vita
d’alberi, nel silenzio palpitanti
di foglie e d’ali.
[..]
È il sole,
sublimi avanzi, è pur quel sole stesso
che accendea gli splendor de la fastosa
vostra città! S’è spento ogni ricordo
di vita in voi? Non sorge più né sole
per voi né luna? E indarno or quegli stessi
astri dal ciel vi vegliano? – Che sanno
essi di tante deità che l’uomo
quaggiù si crea? – Non vuoti simulacri
dunque per loro siete. E se per tali
l’uomo or vi tiene, v’ha in compenso questa
divina solitudine, da tempo,
delubri arcani del Silenzio eletti.
[..]
(Luigi Pirandello, Templi
d’Akragante, 1902)
Le
famiglie e i singoli:
Basile
Pasqualino, padre
Basile,
madre
Basile
Iole, figlia, dattilografa, “ la bruna formosa”
Basile
bambina, figlia, paralitica
Basile
gemelli, 1° coppia
Basile
gemelli, 2° coppia
Basile
gemelli, 3° coppia
Quattro
operai, pensionati dai Basile
Il
principale di Iole Basile
Il
figlio neonato dei Basile
Bontempo
Michele, padre, agente
Bontempo
Nina, madre, sarta
Bontempo
Spiritonovo (Spiritina), figlia adottiva, bambina
La
madre di Nina
Dundee
Alfredo, detto “Femminè”, “rivendugliolo” di erbe e sospetto fattucchiere
Falone
Anna, madre, vedova, affittacamere
Falone
Gianni, figlio, adolescente
Il
ferroviere, pensionato di Anna Falone
I
due nuovi pensionati di Anna Falone
Fusco,
padre, scritturale
Fusco
Flora, madre, “la bionda”
Fusco
Aldina, figlia, bambina
Fusco
Sandrina, figlia, bambina
Silvino,
fratello di Flora Fusco, reduce, “lo zio basso”
Amici
dello scritturale Fusco
Granata
don Gaetano (Tanì), marito
Granata
donna Maria (Marié), moglie
Granata
Giulio (Giuliè), nipote, collegiale
La
“serva rustica” di casa Granata
Guzmin,
zia, zitella
Guzmin
Elsa, nipote, studentessa, novella sposa, poi amante di Giulio Granata
Il
marito di Elsa Guzmin
Lanti,
giovane sostituto procuratore
Elisa,
amica di Lanti
Il
padre di Lisa, Presidente del Tribunale ora a riposo
Lucera,
Presidente del Tribunale
La
vecchia marchesa, madre, gobbetta, proprietaria del casamento
Il
marchesino, figlio, zoppo
Teora,
governante vestita di nero della marchesa, poi moglie del marchesino “tronfia e
incappellata”
Il
neonato, figlio di Teora e del marchesino
Melli,
padre, professore
Melli
Cristina, madre
Melli
Ninni, figlio, bambino dal “visino triangolare”
La
madre di Cristina Melli
Il
medico che visita Ninni
Domestica
di casa Melli
Neonato
dei Melli
“Le
Miserere”, le tre vecchie sorelle che abitano nello scantinato, specialiste nel
vestire i morti
Mugnoli,
psichiatra
Mugnoli,
moglie
Pace,
padre, ragioniere
Pace,
madre
Pace
Angelo, figlio, professore di liceo, pazzo, esperto in “amori delle farfalle”
Pace,
figlio, ragioniere
Don
Paolo, catechista
Paris,
padre, tenente, invalido
Paris,
madre
Paris
Vittorio, figlio, bambino
La
vedova Paris, nonna di Vittorio
Salviati,
padre, impiegato, pazzo
Salviati,
madre
Salviati
Gabriele, figlio, ascensorista dell’albergo
Salviati
Ugo (Ughino), figlio, bambino
Salviati
Melina, figlia, bambina
Salviati
Zeforina, figlia, rossa di capelli
Altre
tre sorelle Salviati, rosse di capelli
Operaio,
fidanzato di Zeforina
Cameriere,
fidanzato di un’altra sorella Salviati
Serni,
avvocato
Tomei
don Vincenzo, marito, commendatore, poi nuovo proprietario del casamento
Tomei
donna Elvira, madre
Tomei,
figlia, universitaria
Tomei,
altra figlia, universitaria
Il
ragioniere, marito di una delle ragazze Tomei
La
“ragazzuccia di servizio” di casa Tomei
Basile,
autista di don Vincenzo
Tuscolo,
madre, “la Tuscolana”
Tuscolo
Agata (Agatina), figlia, ragazza del vicolo, poi cameriera dell’albergo
Suor
Zelinda, monaca del convento della Misericordia
E,
inoltre:
Il
neonato trovato cadavere al cantone del casamento
Il
mutilatino del basso
Una
guardia
Il
carbonaio
Il
censore del Carcere Minorile
Il
frate della chiesa senza parroco
Il
nuovo parroco, piccolo di statura
Il
sacrestano
Due
giovani prostitute, accompagnate da una vecchia
Pubblico
al concerto
Una
contadina
Una
giovane “colorita” monaca della Misericordia
Vecchie
dei vicoli
Sfollati
che vivono in baracche sull’argine
Studenti,
a coppia, a passeggio
Agenti
di custodia e questurini
Camerieri
in casa Tomei
Il
“branchetto dei monelli zazzeruti” del vicolo (il moretto riccio con un buco in
testa, i due ragazzi con le guance
tatuate in blu, il ragazzo con l’occhio di vetro, la sciancatella)
Infermieri
del manicomio
Due
“impiegatucci”, colleghi di Salviati
Mendicanti
Operai
del termosifone
I
cinque ragazzi fucilati: Uliano (Ulie) Consalvi, Carmine Ciccarelli, Ugo
Coretti, Luigi Di Luzio, Osvaldo Feola
Luoghi,
animali, piante, oggetti, panorami:
Gatti
nel vicolo, in casa e sui balconi
La
“pupa pettoruta” della sarta
Panni
stesi alle cordicelle
Pentole
appese ai muri
Mosche
e moscerini
Il
glicine arrampicato alle ringhiere dei balconi, il ciliegio e le palme
impagliate e poi spagliate
La
fontana a forma di conchiglia, tra i due archi
Il
cancello del cortile
Stanzino
della servitù all’albergo
Semi
al vento
La
lapide coi nomi dei fucilati
Medicine
sul comodino
Cipria
e borotalco
Fornelli
a carbone, scaldini e legna a tronchetti
Ghiaccioli
appesi ai tegoli
Bidoni
delle immondizie
La
sciarpa di Ninni
I
gioielli della marchesa
Lo
stemma con l’ala in volo trapassata da una freccia
Il
cantone del casamento
Canestre
con fiaschi di vino
Aroma
del caffè
“Sediola”
a rotelle e stampelle per invalidi
Vasi
sulle scale
Erbe
aromatiche, pianticelle grasse e violacciocche
Cartelle
e grembiuli dei bambini, l’uniforme turchina con alamari del collegiale
Vestito
da ballo per Iole
Valigie
e valigette
Zoccoli
con i ferretti
Scatole
per semi di farfalla
Sigarette
in bocca alle donne, a Gianni e a Ninni
I
caposcala
Il
cortile con le reti che delimitano i giardini
La
legnaia
Gli
otto balconi
Interni
di case
Bustine
di tè e di zucchero come mancia
La
tromba delle scale
Passeri
in cortile e alle finestre e i piccioni del sottotetto
Vicoli
(“sdruccioli” e “chiassetti”), piazze, strade aquilane, il fossato intorno al
Castello, il Tribunale
Chiese
aquilane e il convento della Misericordia
L’ospizio
e il collegio
Una
scossa di terremoto
Montagne
sullo sfondo
Albe
grigie
ecc,
ecc.
Giochi
di bimbi e di ragazzi:
I
bottoni
Le
cicche
Le
armi di latta
Disegni
su fogli, a matita o a pastello
La
catena d’argento
Mosca
cieca contro il muro
Coriandoli,
petardi e trombette
L’orologio
d’oro
Stendersi
sui sacchi nella legnaia
Il
coltello
Resti
di giocattoli (bambole calve)
Le
scritte a lettere grandi
Spadini
di legno sgrossati con la mozzetta
Vaso
da fiori, frammenti di stuoino, pezzi di vetro, forbici rotte, gemelli spaiati,
spilla in similoro, lampadine, palline ecc.
Il
gioco di affogare insetti e bruchi nella vasca
Volo
dell’angelo morto: ma è solo una camicia
Spogliare
il glicine e le rose
Partite
di calcio
In merito alle occasioni e alle diverse redazioni delle poesie pirandelliane "Pianto di Roma" e "Templi d'Akragante" leggi: Elio Providenti, "Sulla datazione del "Pianto di Roma" e di altre poesie di Luigi Pirandello", in "Nuova Antologia", n. 2253, Gennaio-Marzo 2010, pp. 317-328 (con testo completo delle due poesie).
Testo scritto per la nuova Repubblica Letteraria Italiana e di cui sono vietate la riproduzione, la sintesi automatica, la traduziaone
Incipit degli scritti della Bonanni Epistolario della Bonanni Donna e società
Illustrazione di libri della Bonanni
Il Portale letterario della
nuova Repubblica Letteraria Italiana www.repubblicaletteraria.net