Bibliografia Italo Calvino

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I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: "Sto rileggendo..." e mai "Sto leggendo..." [...] Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli. [...] I classici sono libri che esercitano un'influenza particolare sia quando s'impongono come indimenticabili, sia quando si nascondono nelle pieghe della memoria mimetizzandosi da inconscio collettivo o individuale. [...] D'un classico ogni rilettura è una lettura di scoperta come la prima. [...] D'un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura. [...] Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire. [...] I classici sono quei libri che ci arrivano portando su di sé la traccia delle letture che hanno preceduto la nostra e dietro di sé la traccia che hanno lasciato nella cultura o nelle culture che hanno attraversato (o più semplicemente nel linguaggio o nel costume). [...] Una classico è un'opera che provoca incessantemente un pulviscolo di discorsi critici su di sé, ma continuamente se li scrolla di dosso. [...] I classici sono libri che quanto più si crede di conoscerli per sentito dire, tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti. [...] Chiamasi classico un libro che si configura come equivalente dell'universo, al pari degli antichi talismani. [...] Il "tuo" classico è quello che non può esserti indifferente e che ti serve per definire te stesso in rapporto e magari in contrasto con lui. [...] Un classico è un libro che viene prima di altri classici, ma chi ha letto prima gli altri e poi legge quello, riconosce subito il suo posto nella genealogia. [...] E' classico ciò che tende a relegare l'attualità al rango di rumore di fondo, ma nello stesso tempo di questo rumore di fondo non può fare a meno. [...] E' classico ciò che persiste come rumore di fondo anche là dove l'attualità più incompatibile fa da padrona.

Italo Calvino Perché leggere i classici, con prefazione di Esther Calvino, Milano, Arnoldo Mondadori, 1991. ISBN 88-04-33669-2. In copertina: Calvino nel 1960 (foto Moisio).

Raccoglie articoli e saggi pubblicati da Italo Calvino su giornali e riviste e sue prefazioni a nuove edizioni di autori classici. Un intervento su Carlo Emilio Gadda, per sostenerne la candidatura ad un premio letterario, nel 1963, era inedito. Le prose di Calvino comprese in questa antologia sono una testimonianza della varietà e ricchezza dei suoi interessi. Gli argomenti e gli autori da lui trattati, in sintesi, sono questi: perché leggere i classici, Odissea, Anabasi di Senofonte, Ovidio le Metamorfosi, Plinio il Vecchio, fiabe orientali, romanzo cavalleresco spagnolo, Orlando Furioso, Gerolamo Cardano, Galileo Galilei, Cyrano de Bergerac, Robinson Crusoe, Candide di Voltaire, Denis Diderot, Giammaria Ortes, Stendhal, Balzac, Charles Dickens, Flaubert, Tolstoj, Mark Twain, Henry James, Stevenson, Joseph Conrad, Pasternak, Gadda, Eugenio Montale, Hemingway, Francis Ponge, Luis Borges, Raymond Queneau, Cesare Pavese.

Il racconto di Calvino "Gli avanguardisti a Mentone" fu pubblicato per la prima volta nel 1953 nel secondo numero della rivista di Moravia e Carocci "Nuovi Argomenti". S'apriva in quell'epoca per la letteratura italiana una stagione che oggi chiamiamo "degli Anni Cinquanta", in cui, sbollito il più convulso neorealismo dell'immediato dopoguerra, la memoria s'addentrava a esplorare soprattutto il recente passato, cioè gli anni del fascismo. [...] A quel primo brano di memorie dell'estate del 1940 Italo Calvino fece seguire (o meglio precedere nella cronologia degli avvenimenti narrati) il racconto "L'entrata in guerra", pubblicato sulla rivista "Il Ponte" di Pietro Calamandrei. Avrebbero potuto essere i primi capitoli d'un romanzo che, attraverso episodi minimi d'una adolescenza di provincia, avrebbe seguito la formazione d'un giovane negli anni della seconda guerra mondiale. Ma di questo progetto l'autore realizzò solo un trittico di racconti (il terzo è "Le notti dell'UNPA"). [...]

Retrocopertina di: Italo Calvino L'entrata in guerra Torino, Einaudi, 1974. Collana "Nuovi Coralli".

In mezzo alla città di cemento e asfalto, Marcovaldo va in cerca della Natura. Ma esiste ancora la Natura? Quella che egli trova è una Natura dispettosa, contraffatta, compromessa con la vita artificiale. Personaggio buffo e melanconico, Marcovaldo è il protagonista d'una serie di favole moderne, dove Italo Calvino è andato segnando, come in un suo block-notes, avvenimenti impercettibili nella vita di una grande città industriale, quali possono essere il passaggio d'una nuvola carica di pioggia o l'arrivo mattutino d'uno sbuffo di vento. Quando le avventure di Marcovaldo hanno raggiunto un bel numero, seguendo come in un colorato calendario l'alternarsi delle stagioni, Calvino le ha disposte in un libro.[...] Marcovaldo non è altro che un Fortunello contemporaneo, un Bonaventura all'incontrario, un Pampurio dei caseggiati popolari.

Retrocopertina di: Italo Calvino Marcovaldo. Torino, Einaudi, 1973. Collana "Nuovi Coralli".

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