Italo Calvino. Spigolature

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[…] “esercizio”: con questa parola intendo la difficile sfida di una invenzione strutturale, formale, tematica che attraversava in modo indiretto, trasversale, la tensione narrativa; così che la narrazione veniva colta e adoperata nell’ambito di una invenzione mentale, geometrica, un arduo incontro di astrazione e tangibilità. E appunto questo incontro si celebra nei tre racconti qui raccolti, parte di una serie che avrebbe dovuto includere almeno altri due testi: cinque dunque, quanti sono i cinque sensi […] Calvino sposta la tensione del narrare dagli eventi al filo guida della presenza aromatica, degustativa, uditiva […]

Da Giorgio Manganelli [Introduzione], nel risvolto di copertina di: Italo Calvino Sotto il sole giaguaro, Milano, Garzanti, 1986. Copertina: Vasilij Kandinskij Successione, 1935, (part).

 

 

 

In questo volume ho messo insieme scritti che contengono dichiarazioni di poetica, tracciati di rotta da seguire, bilanci critici, sistemazioni complessive del passato e presente e futuro, quali sono andato successivamente elaborando e mettendo da parte durante gli ultimi venticinque anni. […] L’ambizione giovanile da cui ho preso le mosse è stata quella del progetto di costruzione d’una nuova letteratura che a sua volta servisse alla costruzione d’una nuova società. […] Certo il mondo che ho oggi sotto gli occhi non potrebbe essere più opposto all’immagine che quelle buone intenzioni costruttive proiettavano sul futuro. La società si manifesta come collasso, come frana, come cancrena […]

Da Italo Calvino Presentazione (1980) in: Italo Calvino Una pietra sopra. Discorsi di letteratura e società, Torino, Einaudi, 1980. Collana “Gli struzzi”. Copertina con un disegno di Saul Steinberg.  C. L. 4987-4

 

 

 

Chi è il signor Palomar che questo libro insegue lungo gli itinerari delle sue giornate? Il nome richiama alla mente un potente telescopio, ma l’attenzione di questo personaggio pare si posi solo sulle cose che gli capitano sotto gli occhi nella vita quotidiana, scrutate nei minimi dettagli con un ossessivo scrupolo di precisione. […] L’oggettività e l’immobilità dell’osservazione si trasformano in racconto, peripezia, coinvolgimento della propria persona. Più Palomar circoscrive il campo dell’esperienza, più esso si moltiplica al proprio interno aprendo prospettive vertiginose, come se in ogni punto fosse contenuto l’infinito. […] Uomo taciturno, forse perché ha vissuto troppo a lungo in un’atmosfera inquinata dal cattivo uso della parola. […]

Dal risvolto di copertina di: Italo Calvino Palomar, Torino, Einaudi, 1983. Collana “Supercoralli”. In copertina: Albrecht Dürer Il disegnatore della donna coricata. ISBN 88-06-05679-4

 

 

[…] Le caratteristiche del protagonista sono appena accennate: è un animo semplice, è padre di famiglia numerosa, lavora come manovale o uomo di fatica in una ditta, è l’ultima incarnazione di una serie di candidi eroi poveri-diavoli alla Charlie Chaplin, con questa particolarità: essere un “Uomo di Natura”, un “Buon Selvaggio” esiliato nella città industriale. […] In mezzo alla grande città Marcovaldo 1) scruta il riaffiorare delle stagioni nelle vicende atmosferiche e nei minimi segni d’una vita animale e vegetale, 2) sogna il ritorno a uno stato di natura, 3) va incontro a un’immancabile delusione.[…]

Da Italo Calvino Presentazione in: Italo Calvino Marcovaldo ovvero le stagioni in città, Milano, Arnoldo Mondadori, 1993. Collana “Oscar Mondadori” ISBN 88-04-37056-4

 

 

 

[…] Sono tutte città inventate; le ho chiamate ognuna con un nome di donna […] Il libro è nato un pezzetto per volta, a intervalli anche lunghi, come poesie che mettevo sulla carta, seguendo le più varie ispirazioni. Io nello scrivere vado a serie: tengo tante cartelle dove metto le pagine che mi capita di scrivere, secondo le idee che mi girano per la testa, oppure soltanto appunti di cose che vorrei scrivere. Ho una cartella per gli oggetti, una cartella per gli animali, una per le persone, una cartella per i personaggi storici e un’altra per gli eroi della mitologia; ho una cartella sulle quattro stagioni e una sui cinque sensi; in una raccolgo pagine sulle città e i paesaggi della mia vita e in un’altra città immaginarie, fuori dallo spazio e dal tempo. Quando una cartella comincia a riempirsi di fogli, comincio a pensare al libro che ne posso tirar fuori. […]

Da Italo Calvino Presentazione, in: Italo Calvino Le città invisibili, Milano, Arnoldo Mondadori, 1993. Collana “Oscar Mondadori” ISBN 88-04-37628-7

 

Il 6 giugno 1984 Calvino fu ufficialmente invitato dall’Università di Harvard a tenere le Charles Eliot Norton Poetry Lectures. Si tratta di un ciclo di sei conferenze. […] Presto diventarono un’ossessione, e un giorno mi disse di avere idee e materiali per almeno otto lezioni, e non soltanto le sei previste e obbligatorie. […] Al momento di partire per gli Stati Uniti, delle sei lezioni ne aveva scritte cinque. Manca la sesta “Consistency” e di questa solo so che si sarebbe riferito a “Bartleby” di Herman Melville. […] Questo libro riproduce il dattiloscritto come l’ho trovato. […]

Esther Calvino [Presentazione] in: Italo Calvino Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio, Milano, Garzanti, 1988. Collana “Saggi blu”. In copertina: foto di Pepe Fernandez, Parigi, 1981. IBSN 88-11-59815-X

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