Lettera di Italo Calvino a Goffredo Parise
Torino 9 maggio 1973
Caro Parise,
tenevo lì il
tuo Sillabario, e ogni tanto ne leggevo un pezzo, e ora che l’ho letto tutto
tengo a scriverti che questa tua poetica, questa tua precisione nel rendere
facce, cibi, giornate, funziona molto bene. Finché leggevo la tue dichiarazioni
nei colonnini del Corriere potevo dire: ma sì, le solite cose che ogni tanto
si dicono per cercare di scrollarsi di dosso l’intellettualismo di cui non
possiamo liberarci, rimpiangendo un modo di raccontare che tanto ormai non
riesce più a nessuno, perché è finito con i russi dell’Ottocento. Invece in
pratica sei riuscito a fare qualcosa di diverso da come si faceva ieri e da
come si fa oggi, proprio nel modo di costruire il racconto, di mettere a fuoco
il vissuto attraverso alcuni particolari e non altri, e a dare un taglio alla
prosa che è molto tuo e serve molto bene a quello che vuoi dire, insomma uno
stile. E anche quel tanto di partito preso che ci metti nell’applicare questa
tua poetica, è proprio il segno del fatto che scrivi oggi, che “esegui un’operazione
letteraria” (protesta pure) e il senso di quello che fai è proprio lì. Come
esempio di racconto che mi piace (non tutti mi piacciono ugualmente) citerò
Amicizia e in genere quelli del tipo più indiretto e con movimenti
nel tempo.
Tanti cari
saluti
tuo
Questa lettera,
dal tono amichevole e confidenziale, scritta da Italo Calvino a Goffredo Parise,
è presente in fotocopia ingrandita alla mostra Goffredo Parise. Movimenti
remoti (Roma, Casa delle Letterature, via dell’Orologio 3, dal 12 al 9
giungo 2004). Nella stessa mostra sono visibili alcune lettere, ma queste
in originale, scritte a Parise da Carlo Emilio Gadda e che testimoniano un
felice rapporto di amicizia.
Un genere letterario
particolare è quello delle lettere familiari, che sono a posteriori una
preziosa fonte di informazioni sulla vita e sull’opera di uno scrittore. Letteratura
“poco controllata” o “spontanea”, l’epistolario d’autore gode oggi di grande
attenzione presso i critici più esigenti. Una lettera può conservare
tracce di un’opera letteraria perduta, oppure solamente annunciata e mai scritta;
può contenere varianti o correzioni di un testo, informazioni sulla poetica
di un autore e anche, come in questo caso, una sintesi di critica letteraria
dispensata con affettuosa noncuranza. Un epistolario reale, sia familiare
sia amoroso, composto cioè da lettere effettivamente spedite oppure scritte
con l’intenzione di spedirle, non deve essere confuso con opere letterarie
sotto forma di epistolario, come ad esempio le Ultime lettere di Jacopo
Ortis, che appartengono alla categoria del romanzo in forma epistolare.
Vedi anche, sulla
Repubblica Letteraria: Ritratti
di Goffredo Parise
20 maggio 2004
Sito della memoria
Italo Calvino Italo Calvino online