Cosmicomiche di Italo Calvino
ITALO
CALVINO RAGAZZI 
Le narrazioni contenute
in questo libro sono nate dalla libera immaginazione di Italo Calvino; ma
sono anche storie basate su ipotesi teoriche, avanzate dalla scienza per dare
una spiegazione sull'origine del nostro mondo, compreso nel sistema solare
e dentro una galassia. I racconti sono così divisi: quattro storie sulla luna,
quattro sul sole, sulle stelle e le galassie, quattro sull'evoluzione e quattro
sul tempo e lo spazio. Furono pubblicati per la prima volta fra il 1965 e
il 1967, quindi prima dello sbarco dell'uomo sulla luna.
Ogni cosmicomica inizia
con un passo, tratto da un libro scientifico, che serve da introduzione al
discorso di un personaggio fantastico che non si può definire umano: egli
oggi vive in un mondo post-moderno, ma c'era già quando l'uomo non esisteva,
quando la luna era così vicina alla terra che si poteva raggiungerla con un
salto. Questo strano essere risponde al nome, impronunciabile, di Qfwfq e
attacca discorso con è vero che..., o con io c'ero...
Il titolo generale del
libro di Calvino, Cosmicomiche, deriva dall'unione
di due aggettivi diversi: "cosmico" e "comico". Lo scrittore
spiega che le sue storie, che trattano argomenti molto seri, sono anche raccontate
in chiave ironica: in questo modo il genere "comico" fa da filtro
e aiuta a meglio capire il "cosmico". La cosmologia è la scienza
che studia i possibili modelli dell'universo e la cosmogonia è quella parte
della cosmologia che si interessa del divenire dell'universo.
Le Cosmicomiche non
appartengono alla categoria dei libri fantascientifici, perché la fantascienza
ha come argomento eventi che si ipotizza possano accadere in futuro. Non si
tratta dunque di un libro "storico" e neppure "contemporaneo".
Italo Calvino rappresenta nei suoi scritti un periodo pre-terrestre e pre-umano.
Egli spiega la teoria dell'origine dell'universo, in costante divenire, e
le prospettive di una sua probabile fine. Dietro a questo libro occhieggiano
le conclusioni della fisica teorica, le moderne osservazioni astronomiche
e calcoli matematici infiniti. Queste storie di Calvino sono affascinanti,
come i miti cosmogonici di popoli dell'antichità.
Una
volta, secondo Sir George H. Darwin, la Luna era molto vicina alla Terra.
Furono le maree che a poco a poco la spinsero lontano: le maree che lei Luna
provoca nelle acque terrestri e in cui la Terra perde lentamente energia.
Lo
so bene!_ esclamò il vecchio Qfwfq,_ voi non ve ne potete ricordare
ma io si. L'avevamo sempre addosso, la Luna, smisurata: quand'era il plenilunio_
notti chiare come di giorno, ma d'una luce color burro_, pareva che ci schiacciasse;
quand'era lunanuova rotolava per il cielo come un nero ombrello portato dal
vento; e a lunacrescente veniva avanti a corna così basse che pareva lì lì
per infilzare la cresta d'un promontorio e restarci ancorata.
Italo
Calvino La memoria del mondo e altre storie cosmicomiche. Torino, Einaudi,
1968. Collezione "Biblioteca Giovane".
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