Su
Ippolito Nievo
"Le lettere e i versi d’amore
scritti a venti anni sono di regola imparaticci scolastici, nei quali la sincerità
di sentimento è in strano contrasto con l’inesperienza della forma; e
spesso gli strappi alla grammatica e alla prosodia rendono più grave
l’oltraggio alle Muse. Pure la precocità meravigliosa dell’ingegno di
Ippolito Nievo era tale che anche ne’ suoi scritti d’adolescente balenano sprazzi
di poesia e si rivela una maturità di pensiero da far ammutolire ogni
beffardo sorriso dei critici".
Alessandro Luzio, Il primo amore di Ippolito
Nievo, ne "La Lettura", a. II, n. 6, giugno 1902, p. 489.
Su
"Gustavino", illustratore delle Confessioni
"In ogni composizione l’intuizione
e la rappresentazione dei valori psicologici, il senso dell’ambiente, il sapore
del tempo, i rapporti degli episodi nell’economia del complesso e grandioso
quadro storico, stupendamente affrescato dal poeta, appaiono ai nostri occhi
ammirati con una immediatezza suggestiva, in una chiarità splendente,
frutto della sicurezza e del vigore caratteristici della verità poetica
sinceramente sentita. Amandone le creature, rivivendone l’indole, soffrendone
le passioni, immedesimandosi con le vicende della loro vita, il pittore si è
calato nel mondo fantastico del poeta obliandosi, trasformandosi, divenendone,
direi, parte integrante ed attiva. Luoghi, casi, personaggi rinascono sotto
l’innamorata matita di Gustavino, col palpito vitale che in essi soffiò
il poeta. Alcuni piccoli paesaggi_che l’artista andò studiando dal vero
nelle sue peregrinazioni per l’Alto Veneto, e dovunque potesse trovar traccia
delle memorie che così potentemente agirono sul genio del Nievo_hanno
una malìa che non si ridice, ottenuti come sono attraverso sognati giuochi
di luce, soffusi di quella incantevole dolcezza amara che fu l’espressione più
intensamente umana della migliore poesia romantica".
Francesco Scarpelli, Ippolito Nievo e la popolarità
del suo capolavoro, in "Emporium", vol. LXXV, n. 445, gennaio 1932, p. 31-32.
Articolo illustrato con gli stupendi disegni di Gustavino
che, per le immagini in bianco e nero inserite nell’edizione in-folio
delle Confessioni, pubblicata nel 1931 per il Centenario e a cura di
Fernando Palazzi, è considerato insuperato interprete visivo del mondo
poetico di Nievo.
Da "L'Illustrazione Italiana" del 3.8.1931 (Coll. F. Samaritani)
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