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I Villani di Ippolito Nievo

( 1 ) La prima parte di questa novella apparve su “I Contadi”, rivista stampata a Milano e diretta da Luigi Boldrini, a. 1, n. 3 (25 gennaio 1868) pp. 17-20, accompagnata da questa nota: 
Queste dipinture vennero dapprima dettate a frammenti per un nostro giornale da Ippolito Nievo. Poi ritoccate e compiute come oggi si danno, dovevano riapparire in un Novelliere, che la morte inopinata tolse a quel raro ingegno di pubblicare a decoro delle lettere e dell’Italia. La Direzione
Quel giornale era “La Lucciola”, diretta da Luigi Boldrini, ma novella era apparsa col titolo: La nostra famiglia di campagna. Su numeri successivi, la rivista “I Contadi” pubblicò, in sette puntate, il seguito della novella I Villani. Questa versione, depurata dall’autore d’alcuni temi troppo legati alla cronaca degli anni in cui era stata scritta, è stata ignorata nelle edizioni del Novelliere Campagnuolo d’Ippolito Nievo. Se ne fa cenno esclusivamente bibliografico nell’edizione del Novelliere Campagnuolo curata da Anna Nozzoli per Mursia, 1995, senza evidenziare le varianti del testo apportate direttamente dall’autore. 
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( 2 ) Freschi: termine veneto che significa oziare al gradevole fresco della sera.
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( 3 ) Allenarsi: sforzarsi, affaticarsi.
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( 4 ) Nella prima versione: «è sola».
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( 5 ) Cancellato: «al prossimo giovedì ». Il giovedì a Mantova era giorno di mercato.
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( 6 ) Aveva scritto: «od agli».
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( 7 ) La caduta, vv. 7-8 e 5-6.
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( 8 ) Aveva scritto: «a fianco».
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( 9 ) Il personaggio è direttamente ispirato ad Attilio Magri, compagno di scuola di Nievo al Liceo Virgilio di Mantova e compagno di avventure.
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( 10 ) Dove si svolse poi la celebre battaglia.
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( 11 ) Catullo immortalò Sirmione in una celebre poesia. Pindemonte compose nella sua villa ad Avesa, nel veronese, le Poesie campestri.
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( 12 ) In un crescendo di immagini che si accavallano, Nievo rappresenta l’Unità d’Italia, sogno al momento impossibile che s’infrange contro la realtà. Ma il messaggio politico resta criptico, secondo il gusto di Nievo che deve anche fare i conti con la censura.
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Gli Amori garibaldini di Ippolito Nievo

( 13 ) Allude alla II Guerra d’Indipendenza, che si era svolta nel 1859.
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( 14 ) La Spedizione dei Mille era partita da Quarto il 6 maggio 1860. A giugno sbarcarono in Sicilia altre spedizioni di volontari garibaldini, sotto il comando di Medici, di Cosenz, d’Agnetta, di Faldella. La spedizione di Sacchi, nella quale militava anche Alessandro Nievo fratello d’Ippolito, arrivò in Sicilia a luglio.
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( 15 ) Il generale tedesco Urban, sconfitto da Garibaldi, dovette abbandonare Como. Nievo e Giacomo Griziotti non parteciparono al combattimento, perché mandati da Garibaldi a recuperare quattro obici da montagna ad Arona, dove incontrarono Giovanni Visconti Venosta che divenne subito amico di Nievo e che raccontò l’episodio in Ricordi di gioventù. Cose vedute e sapute, Milano, Cogliati, 1904, pp. 519 e seg.
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Lettere inedite di Poldi

( 16 ) Nello spazio fra la data e il testo Nievo ha scritto: «non saprei cosa».
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( 17 ) Allusione al processo per diffamazione, intentato a Nievo dalla Gendarmeria, per alcune frasi, contenute nella sua novella L’Avvocatino pubblicata sul “Panorama Universale” e giudicate offensive all’onore della Gendarmeria.
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( 18 ) Nievo le aveva scritto certamente da Colloredo di Montalbano.
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( 19 ) Nievo le aveva probabilmente inviato dei versi.
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( 20 ) Laureato in Legge, Nievo si difese di persona al processo. Della sua difesa parlarono, lodandola, i giornali milanesi del tempo. Il testo è andato perduto.
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( 21 ) Dopo alterne vicende, il processo si concluse con un’ammenda.
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( 22 ) Adrizzo: indirizzo 
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( 23 ) Nievo scrisse a Poldi da Bellaggio, dove era ospite di Carlo e di Bice Gobio. Si deduce da una frase della lettera che il 27 novembre indirizzò a sua madre, da Como: Sono venuto jeri sera da Bellaggio.
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( 24 ) Un’allusione ironica alla vicinanza di Bice, di cui Nievo era innamorato.
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( 25 ) Al contrario, Nievo non amava Mantova.
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( 26 ) Nievo le aveva inviato una scheda di prenotazione per il suo nuovo libro di poesie, intitolato Le Lucciole, con preghiera di farla sottoscrivere. La stessa cortesia Nievo aveva chiesto a sua madre, ai suoi amici Andrea Cassa, Arnaldo Fusinato, Cesare Calabi, Lanfranco Morgante e Fausto Bonò, alle Signore Marietta Armellini Zorzi e Livia Colloredo Altieri e al giornalista Paulo Fambri.
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