La prima dichiarazione
damore
di
Ippolito Nievo
La
lettera dei misteri
Quello
che aggiungerò qui potrà completare la tua argomentazione.
Come tu sottolinei, mi ha immediatamente colpita linterruzione di un
anno, fra la prima e la seconda lettera (n° 37 nella preziosissima edizione
delle Lettere). Il rispetto e la grandissima
riconoscenza dei nievisti per limmenso lavoro di ricerca, di decifrazione,
di classifica, di minuziosa annotazione e di pubblicazione delle Lettere da parte di Marcella Gorra, senza
le quali dovremmo lavorare con grandi difficoltà, non ci esime dal dovere
critico di rettifica di eventuali e rare inesattezze.
Mi sembrava che fosse poco verosimile, anche in base
al mero buon senso, scrivere la prima lettera damore nel gennaio di
un anno e la seconda nel febbraio di quello seguente. Quindi Marcella Gorra,
mi pareva, aveva anticipato la prima per solidissime ragioni critiche. E invece
la nota a questa minuta, (pp. 873-874) mi parve poco convincente.
I motivi della datazione erano due:
_ non
poteva esser stata scritta che prima della partenza di Nievo per la Toscana,
cioè tra il 28 dicembre 1848, data del primo incontro con Matilde, e l8
febbraio 1849 circa, data della presunta partenza per la Toscana secondo Simone
Casini, nella recente edizione delle Confessioni.
(Non conoscevo la data del 12 gennaio 1849 che tu evochi: lavrai desunta
da un documento a me sconosciuto);
_ nel
viaggio Nievo doveva affrontare unavventura
piena di incognite (Gorra). La frase è sibillina, ma sembra suggerire
lidea che Nievo non avrebbe avuto durante il viaggio bastevole spensieratezza
per scrivere una lettera di un lirismo così sfrenato. E il secondo argomento
è un po contraddittorio con il primo, perché Marcella Gorra rileva che
si tratta di un atteggiamento esaltato nella
lontananza, e quindi, verrebbe da chiedersi, di un atteggiamento da viaggiatore?
Comunque
sia, tutti e due gli argomenti si riferiscono (o sembrano riferirsi) unicamente
allo stile esaltato e lirico della lettera, e non al suo contenuto.
Ora il tuo intervento mi sembra
colpire nel segno, quando tu evochi il contenuto e non unicamente lo stile
della minuta di lettera da datare, in cui Nievo, grazie alla mediazione di
Matilde presso la sorella, tenta di riconciliare Attilio con linnamorata
Orsola dopo uno screzio. Aggiungo che più di una volta Ippolito dovette intervenire
presso Matilde per lamico disperato; ma uno screzio del settembre 1859
è da scartare immediatamente, perché sin dalla prima frase sappiamo che questa
lettera è la prima lettera damore,
antecedente perciò a quella del 26 febbraio 1850 che è la seconda, come tu
noti giustamente. Rimane quindi lo screzio dei due primi mesi del 1850 che
evochi, il cui motivo era la civetteria di Orsola Ferrari con un rivale, lavvocato
Luigi Castellazzo.
La prima cosa che vorrei sottolineare è che comunque, in base al contenuto
della lettera, del gennaio1849 non si tratta. Secondo i documenti firmati,
sia da Attilio sia da Ippolito, (Antiafrodisiaco
per lamor platonico di Nievo, i
due manoscritti autobiografici di Attilio largamente citati da Corrado
Jorio in un saggio del 1939-1940, e alcune lettere di Ippolito) in quel momento
la coppia Attilio Magri-Orsola Ferrari sembrava in perfetta armonia. La datazione
della Gorra appare quindi sbagliata. Non solo: due dei documenti precitati
(Antiafrodisiaco di Nievo e I misteri di unanima di Attilio Magri)
concordano nel descrivere una lettera scritta in circostanze simili e dal
contenuto uguale alla famosa minuta di lettera n° 18. I due testi evocano
una lettera scritta di notte da Ippolito mentre Attilio dormiva, in una camera
che i ragazzi dividevano: dei particolari evocati nella minuta. Il contenuto
evocato dai due testi corrisponde poi a quello della minuta: Ippolito voleva
intervenire presso Matilde, per pregarla di cambiare lumore di Orsola
verso lamico infelice e contemporaneamente cogliere loccasione
per dichiararsi.
Inoltre, i due testi indicano una datazione parallela, se non identica dello
screzio e dellepisodio della lettera.
Al principio del 1850_scrive Corrado Jorio, riassumendo i manoscritti di
Attilio_fu organizzata a Mantova unAccademia
strumentale e vocale che si riuniva
una volta alla settimana e Nievo
nellAntiafrodisiaco precisa:
il mercoledì o il giovedì. Mentre
il Carnovale si avvicinava alla metà (cioè
verso il 19 gennaio 1850) si svolgeva
la prima serata in cui si ritrovavano i cinque ragazzi (i nostri quattro,
più il rivale Luigi Castellazzo), probabilmente il mercoledì 23 gennaio. E
quella che finisce con la disperazione di Attilio e la stesura della lettera
era la terza serata. Ma viene anche precisata una circostanza particolare
della quarta serata, confermata anche da I
misteri di unanima e ricordata in una lettera
di Ippolito a Matilde (lettera n° 104 del 9 settembre 1850): la riunione
fu sciolta da un intervento della polizia austriaca che costrinse la folla
a tornare a casa. Secondo lAntiafrodisiaco, questa ultima serata,
in cui Ippolito tentò invano di dare la lettera a Matilde, si svolgeva una
settimana dopo la nottata della stesura della lettera. Lunico punto
sul quale divergono i due amici, nei testi rispettivi, è liniziativa
della lettera: Ippolito afferma nellAntiafrodisiaco
che Attilio avrebbe chiesto a lui di intervenire; mentre Attilio asserisce
che era stato invece Ippolito a proporre lintervento! (Per le date estreme
del Carnovale, vedi: Marcella Gorra Ritratto
di Nievo, p. 83 e il calendario del 1850).
Ormai, abbiamo o quasi, la data; rimane da confermare che la famosa lettera,
descritta nel romanzetto dissacrante di Nievo lAntiafrodisiaco ed evocata nelle memorie di Attilio, sia effettivamente
quella che cerchiamo di datare.
Leggiamo nellAntiafrodisiaco
la descrizione precisa di una lettera che assomiglia molto, mi pare, alla
minuta di lettera n° 18, da te citata integralmente:
Difatti vergai una singolarissima lettera
di dichiarazione amorosa, perdendo quattro facciate a descrivere lo stato
dAnonimo, e due linee a descrivere il mio. Narrava le gelosie dAnonimo,
come fosse mancato poco perchegli prendesse pel collo il Girandola e
lavesse fatto girare al pari duna fionda; narrava i suoi spasimi;
come aveva farneticato tutta la notte, come allo svegliarsi avesse la spuma
alla bocca, come insomma lamor suo, e la deplorabile sua condizione
fisica, e morale richiedessero compassione. Finii col dichiarare il mio amore
per la Signora Morosina, dicendo, che queste parole erano tanto sublimi per
me che non credea bisognevole aggiungervene delle altre.
Gli elementi che corrispondono al contenuto della minuta di lettera da datare
sono importanti:
_ è una strana lettera damore, quella di chi prende spunto dalla disperazione
dellamico per dichiararsi! Però è confermato anche dal
manoscritto di Magri;
Due
cambiamenti appaiono invece:
_ lo squilibrio fra la brevità della dichiarazione
e la lunghezza della descrizione dellamico viene iperbolicamente esagerato
nellAntiafrodisiaco, per ovvie
ragioni: Nievo è ormai in una fase di rifiuto del sentimento, sinceramente
provato prima;
_ vi è laggiunta di un episodio che non appare in nessuno degli altri
documenti: Attilio è sul punto di picchiarsi con il rivale. E un motivo
destinato a rendere più comico, ma anche più virile latteggiamento di
Attilio, regolarmente giudicato da Ippolito troppo passivo e negativo nelle
lettere scritte allamico. Nievo peraltro non voleva ricordare ad Attilio_che
sarebbe stato probabilmente il primo lettore e forse il principale destinatario
del romanzetto_circostanze troppo dolorose, per il suo amor proprio. Infine,
non voleva neppure che il proprio alter ego sembrasse tanto disperato a causa
di una donna, in un racconto che voleva scherzosamente servire da terapia
ad un innamorato stracotto.
Così, nonostante linevitabile deformazione del romanzetto satirico,
la lettera descritta corrisponde esattamente alla minuta (lettera n° 18) che
stiamo cercando di datare.
Bisogna ormai fare la sintesi dei due testi, dal punto
di vista della datazione.
Molte
sono le annotazioni temporali di Nievo nellAntiafrodisiaco,
nonostante lapparente indeterminatezza che sembra avvolgere le vicende;
e Nievo sbaglia nella datazione della seconda lettera a Matilde: non la possedeva
più, perché la ragazza non aveva restituito le lettere, dopo la rottura.
I
particolari che riguardano lepisodio dello screzio, la stesura e il
mancato recapito della lettera sono tuttavia numerosi: la lettera fu stesa
alla terza serata dellAccademia e Ippolito volle recapitarla alla quarta
serata_quella fermata dallintervento poliziesco_mentre la prima serata
si svolgeva verso la metà del Carnovale.
Queste annotazioni temporali mi sembrano troppo abbondanti, per non essere
prese in considerazione, anche perché si trattava di un avvenimento forse
più importante per Ippolito che per Attilio: la dichiarazione damore.
Secondo il calendario del 1850 il mercoledì delle ceneri, fine del Carnovale,
era il 13 febbraio; sicché la prima serata musicale doveva cadere il mercoledì
23 gennaio 1850. La quarta serata, in cui Ippolito voleva dare la lettera
a Matilde, dovrebbe essere il mercoledì delle Ceneri 13 febbraio, o il giovedì
14, il che potrebbe spiegare lintervento della polizia austriaca dal
fatto che era ormai cominciato il periodo quaresimale. (Per la verosimiglianza
di questa ipotesi, vedi il lavoro recente dello storico mantovano Maurizio
Bertolotti Le complicazioni della vita,1998, in cui
viene ricordato un episodio similare del 1848).
Quindi la terza serata, data della stesura della lettera, doveva essere quella
del mercoledì 6 o del giovedì 7 febbraio, se ci atteniamo ai particolari del
romanzetto nieviano, e comunque fra il 6 e il 26 febbraio 1850.
Questa conclusione non collima esattamente con la tua,
in quanto giudichi le due lettere quasi
contemporanee. Sono invece daccordo
con te sulle circostanze della redazione da te descritte: una prima minuta
di lettera scritta per aiutare lamico e conservata da Ippolito, e la
seconda, una lettera molto analoga, in cui Ippolito ormai esclude dalla vicenda
lamico, per sviluppare la propria dichiarazione.
Mi pare anche giusto avvicinare le due lettere, come fai, per ragioni stilistiche.
Infatti hanno in comune il lirismo più scatenato che si possa immaginare,
sotto la penna di un giovane romantico! E alcune frasi della seconda sono,
come fai notare, addirittura copiate dalla prima.
Questo scarto di venti giorni fra la prima e la seconda lettera non contraddice,
secondo me, lipotesi di un sentimento sinceramente provato da Ippolito
Nievo per Matilde Ferrari; mentre una interruzione di 13 mesi dovette giustificare
pienamente, per Marcella Gorra, quella di un puro esercizio letterario, sicché la datazione
della minuta di lettera n° 18 ha_ed ebbe_conseguenze significative, sulla
interpretazione critica del complesso delle lettere a Matilde.
Rileggendo le lettere a Matilde, dopo la lettura dei
vari contributi critici a loro dedicati, si è colpiti sì dal lirismo di molti
brani, ma anche dalla sincerità di numerose frasi che una certa linea critica
ci aveva fatto dimenticare. Questi studiosi hanno certo fatto bene a cercare
di indagare sul testo, in quanto mero testo letterario: era un aspetto importante
del lavoro critico ed è interessante reperire in questo scrittore, ancora
giovane, una tale copia di riferimenti letterari che dimostrano la vastità
della sua cultura, anche in quel primo momento di scrittura.
Nondimeno il rovescio della medaglia cè, perché si arriva così a dimenticare
del tutto che si tratta di testi autobiografici, non destinati alla pubblicazione;
si arriva a cancellare totalmente la dimensione sentimentale della vicenda
e in fondo ad ignorare che dietro ad ogni letterato si nasconde, anche e spesso
di sua volontà, un uomo che sente e vive.
Mi sia concesso ricordare qui un verso, già citato da Muriel Gallot nellintroduzione
alla sua versione francese dellAntiafrodisiaco,
un verso di un poeta paragonabile
per la precocità intellettuale a Giacomo Leopardi.
Jean-Arthur
Rimbaud inizia e chiude così la lirica Roman
che evoca appunto un primo amore:
On nest pas sérieux,
quand on a dix-sept ans
(Non si è seri, quando si è diciassettenni)
Neanche Ippolito diciannovenne, che scriveva di notte la sua prima lettera
damore a una graziosa ragazza, era poi così serio da pensare unicamente
alla vocazione letteraria, di cui non sapeva niente: siamo noi, critici di
un secolo e di un millennio che spariranno fra pochi giorni, a saperlo e a
progettarlo, con il senno di poi, negli scritti di lui.
Darò un unico argomento, apparentemente contraddittorio,
a favore della realtà sincera di quellamore. In certe pagine molto aspre
delle ultime lettere a Matilde, in certi passi amari e per nulla comici dellAntiafrodisiaco
affiora qualcosa che assomiglia molto al dolore, e il dolore non è certo
un esercizio letterario. Ciò dimostra chiaramente
per me che si trattò anche di letteratura, ma anzitutto di un... primo amore.
Rimando in proposito alle interessanti pagine di Francesco Olivari, Ippolito Nievo lettere e confessioni, 1993.
Anche su questo punto, come vedi, sono daccordo con te.
Elsa Chaarani-Lesourd
(Université Nancy 2_Institut Italien)
8 dicembre 2000
Questo scritto è
dedicato alla memoria di Carlo e di Adelaide, nonni della mia nonna Renée,
nati lui lombardo e lei veneta, e morti
italiani.
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