Buon compleanno,

Ippolito Nievo!

di Fausta Samaritani

Era nato a Padova il 30 novembre 1831, quindi 169 anni or sono. Per questo centosessantanovesimo compleanno, un regalo di Ippolito Nievo online è quasi d’obbligo. Come dono ai nostri lettori, offriamo un assaggio di inediti, o di testi nieviani non più ristampati, dopo la prima edizione ottocentesca.

Nel carme Gli Amori, scritto nel 1855, Nievo fu costretto a sostituire tre brani, in ossequio alla censura preventiva. Diamo la prima e la seconda versione del primo gruppo di versi.

Prima versione:

Splende pur tra le tue lacrime un sorriso,

o Italia bella, poiché il seme ancora

dei portenti hai nel sen.

Seconda versione:

Non vergognar dei vanti almi di Roma

Terra Latina, poiché il genio ancora

Ti fomenta con l’ali.

Dall’articolo Le mie confessioni, pubblicato nel 1859 e firmato con lo pseudonimo “Un Sabeo”:

[…] Io nacqui nel ventesimo anno del secolo che corre. I miei parenti erano ricchi ma troppo onesti. La società non glielo perdonò mai.

[…] Le mie notti erano lunghe assai_io scontava la pena di un vecchio proverbio che mio padre andava sempre ripetendo “a tavola e in lece se deventa mai vecc”. La mia buona nonna però non mi abbandonava egualmente_mi teneva sempre vicino al mio letto, sopra una scranna, delle fettine di pane, spalmato di zucchero ch’io mi trangugiava golosamente, non curandomi, punto delle briciole che restando nelle lenzuola, mantenevami un incomodo prurito nella schiena e più in giù. […]

Da un abbozzo inedito di un resoconto dell’Intendenza garibaldina, scritto a Napoli a metà febbraio 1861, prima di partire per Palermo:

[…] Il Governo è in grado di avere subito tutte le somme spese per la guerra, egli fa che in quelle spese siano comprese le compere di bastimenti e le spese della marina.

[…] Che si trattava di improvvisare un esercito e che si è improvvisato_che si trattava di formazione rivoluzionaria unicamente possibile. Se anche le cifre presentate che si hanno ragione di credere esatte dovessero essere sorpassate di qualche milione, ciascuno vede che l’impresa di Garibaldi non fu solamente meravigliosa pei risultati ottenuti ma anche per mezzi esigui impiegati. […]

Da una lettera inedita del 6 agosto 1860, indirizzata ad Agostino Depretis, Prodittatore di Garibaldi in Sicilia, scritta da Nievo, ma firmata da Giovanni Acerbi:

[…] Ora tornando [a Palermo] trovo invece imposta dalla stessa Segreteria all’Intendenza Generale una commissione di otto membri a cui oggi stesso se ne aggiunsero altri sette, con facoltà di assistere e controllare i contratti, e interporsi nelle funzioni più minute di magazzinaggio e di distribuzione. Sempre pronto, anzi contentissimo di aver persone su cui riversare parte della mia responsabilità, non posso accettare senza protesta l’intrusione nelle mie attribuzioni d’un Dicastero separato il cui scopo sembra essere quello di inceppare l’attività tanto indispensabile in questi supremi momenti.[…]

Minuta inedita di lettera al Ministro della Guerra Manfredo Fanti, scritta da Nievo per conto di Giovanni Acerbi. Napoli, metà febbraio 1860.

[…] Una sistematica denigrazione, un incessante scaramucciare in una piccola guerra a colpi di spillo vengono praticati, non so con quanta lealtà e non voglio investigare ora a quale scopo, contro gli uomini e le cose della nostra gloriosa rivoluzione da uomini che si dicono teneri del Paese e del Governo ma che difatti danno prova così facendo di non vedere o non volere il suo bene dell’uno e dell’altro. Dovrò io porre il Sig. Consigliere delle Finanze nel numero di costoro? […]

Fausta Samaritani

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