Mantova 1848
"in stato d’assedio"

di Fausta Samaritani

Quando giunse a Mantova la notizia che a Vienna era scoppiata la rivoluzione, che a Milano c’erano le barricate, una folla di cittadini si riversò per le strade. Fu istituita la Guardia Nazionale. Un Comitato di Sicurezza di 17 membri, che si era autoproclamato, si affiancò ai rappresentanti del Municipio. Il 22 marzo 1848 la Guardia Civica si schierò sulle gradinate della Basilica di Sant’Andrea, spalleggiata da una turba di popolani armati di bastoni e di falci. Mescolati alla Guardia Civica c’erano studenti del Liceo Virgilio di Mantova, la scuola frequentata quell’anno da Ippolito Nievo. Ai balconi, alle finestre che danno sulla piazza, c’erano uomini armati di sassi che gridavano invettive contro il generale polacco Gorzkowski, comandante della Cittadella di Mantova. Dall’altro lato della piazza erano schierati un plotone di soldati austriaci in assetto di guerra e la cavalleria Haugwitz, giunta in città con triste fama. I buoni uffici del vescovo di Mantova e l’indecisione del Podestà Carlo D’Arco evitarono lo scontro armato e la rivoluzione non scoppiò. Mantova dal 1° aprile 1848 fu dichiarata "in stato d’assedio".
Il vescovo diffuse il 23 marzo questo messaggio: "Mantovani figli miei dilettissimi, tenetevi nell’ordine e nel santo timor del Signore, e non date ascolto a chi volesse farvi traviare". Il Podestà d’Arco firmò questo rassicurante avviso, il 24 marzo: "Il Comandante Militare della Fortezza concorre alla regolare organizzazione della Guardia Civica col dare congruo numero di fucili e quanto occorre". L’Avviso fu pubblicato sulla "Gazzetta di Mantova", controfirmato da Antonio Pernetti, Giulio Bosio e Giuseppe Nievo, zio d’Ippolito, nella loro veste d’Assessori. Era un messaggio falso, anche se in buona fede, perché si scoprì più tardi che Gorzkowski aveva armato la Guardia Civica con cartucce piene di segatura.
Scoppiò la guerra. Scontri armati avvennero nel Mantovano: a Governolo, a Curtatone, a Montanara. Studenti ed ex-studenti del Virgilio si ritrovarono in diversi teatri della guerra: alcuni indossarono la divisa dell’Esercito di Carlo Alberto, altri raggiunsero come volontari Venezia o Roma.
In Toscana si seguivano con particolare apprensione le sorti della guerra nel Mantovano, perché lì combattevano gruppi di volontari toscani, agli ordini di Giuseppe Montanelli. Il 4 aprile 1848 il giornale fiorentino "L’Alba" pubblicò un supplemento dal titolo Mantova in stato d’assedio. Ecco il testo:

Il testo completo è sui CD-ROM numero 1 e numero 3

Fausta Samaritani

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