Lettere inedite
di Leone Fortis ad Ippolito Nievo
di Fausta Samaritani
Alla Biblioteca Civica di Udine, nel Fondo Principale, al numero dinventario 2540/1-4, si conservano quattro lettere inedite di Leone Fortis ad Ippolito Nievo. Tre lettere hanno datazione incompleta, ma si presuppone che siano state scritte a Milano tra il 1857 e i primi mesi del 1858, quando Fortis era direttore del settimanale illustrato "Il Pungolo". In una in particolare si accenna allarticolo Idee e ciarle che Nievo pubblicò sul "Pungolo" del 16 marzo 1858. Lo scrisse, come appare evidente dalla lettera, in due giorni. Con il termine "positivismo", Leone Fortis indicava quel tipo di giornalismo che seguiva le tesi di Cattaneo e si riconosceva nel "Crepuscolo" di Carlo Tenca.
* Caro Nievo,
Ho bisogno pel prossimo Numero di un articolo che vorrei intitolato
Idee e ciarle
in cui vorrei flagellata la
leggierezza [sic] dellattuale giornalismo che parla, parla, e finisce
per non pensare mai. Nessuno lo può fare meglio di te che hai
tanto sapere sarcastico vorrei insomma flagellato il positivismo che
invade uomini, salonj e giornali.
Ti sarò gratissimo se me lo farai mi basta che sia in Tipografia
per Mercoledì sera Vediamoci, e combineremo laffare di cui
ti parlai.
Grazie
Tuo L. Fortis
Lunedì mattina
Indirizzo: Onorevole Ippolito Nievo. Casa Gobbio [sic]
*Caro Nievo
Venerdì mattina
Il testo completo è sui CD-ROM numero 1 e numero 3
*Carissimo Nievo
Il testo completo è sui CD-ROM numero 1 e numero 3
Il tuo L. Fortis
Mercoledì mattina
Indirizzo: Ad Ippolito Nievo m. p.
Su lultima lettera di Leone Fortis, due parole dintroduzione. Chiuso il 9 gennaio 1857, per ordine superiore, il giornale veneziano "Quel che si vede e quel che non si vede" da lui diretto, per "essere disceso nel terreno della politica", Fortis si trasferì a Milano dove aprì "Il Pungolo". Nella testata del nuovo, come del vecchio giornale, era raffigurato il diavolo zoppo e volante Asmodeo con in mano il pungolo con cui tormenta i dannati. Fortis ne prese a prestito anche il nome, usandolo come pseudonimo. Il gusto delle sue testate era improntato al più assoluto laicismo. La goliardica trovata serviva a ricordare che esisteva a Roma un "papa-re", il cui potere temporale contrastava lUnità dItalia. Per completare il gioco del mascheramento, nel numero del 7 marzo 1857 Fortis lanciò la nuova testata con questo curioso proclama:
Il testo completo è sui CD-ROM numero 1 e numero 3
*Carissimo Amico
Milano 18 7mbre 1857
Il testo completo è sui CD-ROM numero 1 e numero 3
Tuo L. Fortis
P. S. Vai a S. Daniele? o
se non ci sei,
ci vai? Nelluno e nellaltro caso
mandami una Scattola [sic] di quel tal
Prosciutto che forma la gloria e la storia di quella Metropoli.
Su carta intestata: Il Pungolo e con motto: Adelante
si puedes
Ippolito Nievo aveva una pessima opinione di Leone Fortis, al quale noi riconosciamo uno straordinario fiuto nello scovare i giovani talenti emergenti, nella Milano di metà Ottocento in cui si delineava il vasto e disorganico movimento letterario, noto come "Scapigliatura". In questi termini Nievo scrisse di Fortis ad Arnaldo Fusinato, il 3 dicembre 1857:
In quanto a Fortis è un parolajo che purché ti
spilli daddosso in genere od in specie il valsente dun quattrino ti spiffera
le più belle cose del mondo, salvo poi a dir corna e peggio quando tu
non sia buono a nulla. E un difetto di carattere che gli potrà
esser perdonato dai suoi amicissimi, ma non da me oppur anche se vuoi
io gli perdono purché non mi ci gabbi unaltra volta.[
]
A lungo andare ci stanchiamo desser creduti minchioni e io per me rinunzio
al Papato di collaboratore del "Pungolo", ma non voglio più
fare il grullo.[
] Il mondezzajo di questo letteratume si fa sempre
più stomachevole. E una cosa che rivolta proprio lo stomaco sentirli
parlare predicare mentire adulare e girellare con una vivacità veramente
burattinesca. Mio Dio, quanto non siamo degni delle nostre speranze!
Fausta Samaritani
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