Una villa nel mantovano

 

di Fausta Samaritani

 

Io villeggiava in Fossato [in] villa appartenente alla famiglia di mia madre, ed erano colà tutti i parenti di lei, così scriveva Padre Innocente Gobio, nelle sue Ricordanze domestiche.

Una mattina per tempissimo uscii di casa con una zia, la quale si mise meco per una via campestre, opaca molto e solitaria, e fiancheggiata da un fosso profondo. Ci sedemmo sul margine, e intanto sulla cima d’un albero assai fronzuto, gorgheggiava amabilmente un usignuolo: lo stemmo ad udire per lungo tempo, poi ci partimmo. Oh quella scena mi piacque pur tanto! Ma credo che la zia non v’abbadasse punto; un osservatore però avrebbe dovuto notare la mia attenzione, il mio rapimento, studiare così le mie tendenze, approfittarne per la mia educazione...

Quante care memorie io serbo di quel Fossato! Colà usavasi recitare ogni sera il Rosario (religione de’ nostri padri, ove sei?), e ricordo ancora la voce profonda dell’avo di mia madre che mi gittava in cuore non so qual mestizia, ricordo la sala da pranzo tutta dipinta a pergolati e colla volta figurante un cielo popolato da uccelli d’ogni guisa...

   

Soffitto del tinello di Villa Nievo a Fossato

   

Ora colà sorge ancora la villa, ma è mutata assai la sorte degli abitatori. (1)

 

La facciata di Villa Nievo a Fossato di Rodigo

   

(1) Innocente, padre, Memorie della famiglia Gobio di Mantova Boniardi-Pagliani, 1855. Contiene notizie e incisioni con ritratti dei Gobio, dalla fine del Settecento a metà Ottocento. Padre Innocente, al secolo Giovanni Gobio (1819-1874) primogenito di Federico e di Laura Nievo, che era la figlia superstite delle prime nozze di Alessandro con Maria Teresa Arletti. Gli altri figli di Federico e di Laura, che si erano maritati nel 1816, erano: Cecilia (1824-1892) sposata nel 1845 con Baldassare Sopransi, Matilde nata nel 1828 e nel 1850 sposata con Antonio Paltrinieri, Teresa (1825-1892) sposata nel 1845 con Giuseppe Piovani e Carlo (1827-1890) sposò in prime nozze nel 1853 Bice Melzi d’Eril, segreto e proibito amore di Ippolito Nievo. Il nonno Alessandro Nievo sposò il 14 dicembre 1800 in seconde nozze Marianna Gobio, da cui ebbe cinque figli e altre tre figlie: Anna maritata con Luigi Zanini, Carolina sposata con Cesare Ferrari, Teresa moglie di Alessandro Ghirardini, Pretore di Asola.

 

Laura Nievo

 

L’avo di mia madre, continua Padre Innocente Gobio, i genitori di lei ed ella medesima già da gran tempo riposano nel sepolcro; i fratelli suoi furono qua e colà balzati per le vie difficili della vita: non più convegno di famiglia, memorie e null’altro.

Addio, povera vita dei mortali! Altre fiate mia madre conducevami ad un’altra villa che era dello zio Francesco, lontanissima dalla città, oltre il Po, denominata Mullo: era luogo squallido, deserto, infestato spesso dai malviventi; pure lo vi passava giorni beati. (2)

 

 

 

 

Pianta di Villa Nievo, in un affresco primi dell'Ottocento sul soffitto dell'ingresso

   

(2) Il nonno materno, Giovanni Battista Nievo (Rodigo 3 marzo 1748-Mantova 19 settembre 1837), sposò il  3 settembre 1771 a Roverbella Mananna Carioni, da cui ebbe Alessandro (Rodigo 22 agosto 1772-Mantova 25 gennaio 1843). Marianna Gobio, seconda moglie di Alessandro Nievo, morì a Soave a 54 anni, nel 1834. Laura Nievo, figlia della prima moglie di Alessandro, morì ne1 1829 e suo marito Federico Gobio nel 1835. I fratellastri di Laura Nievo erano cinque: Antonio Odoardo (Mantova 12 ottobre 1802-30 ottobre 1884) marito di Adele Marin e padre di Ippolito, Francesco, Nicola, Giuseppe (1805-1872), Luigi (nato nel 1810) marito di Alcestina Bisetti e padre di Giuseppino e di Eugenio. Francesco e Nicola nel 1843-45 vivevano a Milano, Luigi si era trasferito con la famiglia a Como. Antonio nel 1844 lavorava presso il Tribunale di Verona. Nel 1850, per ragioni politiche (Pretore a Sabbioneta,  nel 1848 si era affacciato con la fascia tricolore e aveva rapporti con prelati simpatizzanti per il movimento di liberazione) fu estromesso dalla Magistratura e allontanato da Mantova, dove rientrò solamente dopo il 1866. Don Francesco Gobio alla morte del fratello Federico diventò tutore dei cinque nipoti minorenni.

 

 Pianerrottolo al primo piano di Villa Nievo con decorazioni a fresco primi dell'Ottocento

   

La campagna di Rodigo, il paese a venti chilometri da Mantova dove sorge Villa Nievo in località Fossato, ha incantato in tempi diversi due scrittori della stessa famiglia: Giovanni Gobio e Ippolito Nievo. Prima del 1829 Fossato esercitava un misterioso fascino sul piccolo Giovanni Gobio che, divenuto poi padre barnabita e autore di testi di pietà e di morale cristiana, benché fosse di pochi anni di più anziano, fu insegnante di Carlo e di Alessandro Nievo, fratelli minori di Ippolito. Anni dopo la stessa campagna mantovana stregava Ippolito Nievo che proprio a Fossato ha scritto la sua prima novella. In estate Antonio Nievo passava un periodo di riposo nella villa di famiglia a Fossato. Ippolito si mescolava ai ragazzi del luogo. Con una fettuccia prendeva le misure dei fossi saltati con un solo balzo, per sapere se era riuscito a saltarne uno più largo.

 

 

Vera da pozzo in marmo di Verona, vista dal tinello di Villa Nievo. Sul bordo c'è uno stemma Gonzaga

   

E’ meglio stare in campagna in compagnia de’ villani e de’ buoi, Nievo annotava in una lettera a Matilde a maggio 1850, è meglio stare nei paesi a discorrere di letteratura e di politica col Medico, col Curato e col Maestro di scuola. L’atmosfera di Mantova era diventata per lui puzzolente e intedescata. I suoi rapporti con Don Giuseppe Olivetti, parroco di Rodigo dal 1844 al 1855, non dovevano essere idilliaci. Don Olivetti, uomo energico e quasi erculeo, era famoso per aver tenuto a Rodigo nel 1847 un corso d’istruzione popolare sugli azzardi delle sommosse, sulla illegalità delle rivolte, sulle avventure degli stravolgimenti politici. C’era già in aria un sentore di rivoluzione. Alcuni Rodighesi disertarono le funzioni religiose. Nel 1850, assalito da ladri che si erano introdotti in Canonica, Don Olivetti, spento il lume, scacciò a pedate gli intrusi. Un’altra volta, brandendo una sedia inseguì fino alla piazza del paese un tale, da cui si era sentito offeso.

Fausta Samaritani

 

1 Agosto 2001

Foto di Villa Nievo sono di Fausta Samaritani

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