Bibliografia Ippolito
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Arnaldo
Di Benedetto, Traduttori italiani di Heine nellOttocento: Del Re,
Nievo, Zendrini, Carducci, nel Giornale Storico della Letteratura
Italiana, vol. CLXXIX, fasc. 587, a.
2002, pp. 361-388.
«Zendrini, che in gioventù aveva studiato in Svizzera, conosceva
il tedesco, ma non per questo rinunciò allausilio delle precedenti traduzioni.
Nelle sue versioni dellIntermezzo non mancano, ad esempio, tracce
ritmico-lessicali di Giuseppe Del Re. Ma ben più frequenti e singolari sono
quelle di Nievo, da lui nominato _ ma non più che nominato _ allinizio
del saggio su Enrico Heine e i suoi interpreti fra i «traduttori»,
«ammiratori» e «imitatori italiani» del poeta tedesco, con Giuseppe Revere,
Silvio Andreis, Emilio Teza, Giovanni Peruzzini, Enrico Salvagnini, Carducci
e Chiarini. Le traduzioni di Nievo furono pubblicate per la prima volta integralmente
solo nel 1964 (dal rimpianto e benemerito I. De Luca, presso Einaudi, Torino);
ma, a una lettura comparativa, balza evidente che Zendrini le tenne a portata
di mano nel corso del suo lavoro. Cito solo due esempi, limitandomi ai punti
salienti (ma non unici) e, sorvolando sulle differenze.
Nievo:
Di fiori le mie lagrime
germogliano un tesoro,
i miei sospir diventano
usignoletti un coro.
E se tu mami, o vergine,
tutti quei fior avrai
Zendrini:
Nasce da le mie lagrime
copia di fiori eletti,
i miei sospir diventano
cori dusignoletti.
E se tu maami, i fiori
io toffro tutti in don
O
ancora Nievo:
Fioriva il tiglio, lunignol cantando
Cadean le foglie, crocidava il corvo
e ci guardava il sol con occhio torvo
Zendrini:
Fioriva il tiglio, lusignol cantava
ci salutava il sol con occhio torvo
Di Benedetto ripercorre dettagliatamente la storia della critica di Heine in Italia, alla luce delle diverse traduzioni; analizza la varia attività di Nievo come traduttore; ricorda la lunga polemica tra Zendrini e Carducci e che la traduzione di Zendrini ebbe larga diffusione tra i letterati tedeschi e fu apprezzata anche da Saba. Il colpo di sole dello Heine, come lo definì Carducci, attraversò la nostra letteratura ottocentesca, da Fogazzaro di Valsolda a certe quartine di Igino Ugo Tarchetti e ad alcune Rime nuove di Carducci.
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