Una nuova nonna

per Ippolito Nievo

Ricerca di Fausta Samaritani

 

Fin dalla fine del Settecento l’alta borghesia e la nobiltà, selezionate in base al censo, erano i pilastri su cui, nell’Impero d’Austria, si reggeva l’impalcatura delle locali amministrazioni. Nel 1842 alla Municipalità di Mantova sedevano due componenti della famiglia Nievo: Alessandro, consigliere comunale e suo figlio Giuseppe, assessore.

Il 1° settembre di quello stesso anno Alessandro, vedovo fin dal 1834, firmò i capitoli matrimoniali con Marietta Accordi (nata a Mantova il 7 aprile 1799), con promessa alla futura sposa di un assegno extradotale di 15.000 Lire Austriache. In caso di vedovanza, i figli d’Alessandro avrebbero garantito alla matrigna un anno di permanenza nella casa coniugale e un assegno di Lire 200 annue, ove non volessero poi continuare tale convivenza.

Lo sposo donò alla sposa un corredo di gioie comprendenti sei file di perle legate da una chiusura d’oro con perline, un paio d’orecchini di brillanti a navetta, una spilla con cifra di rosette, una catena d’oro con chiusura di brillanti e pendente in forma di croce.

Come era vestita una sposa, quando ancora non era di moda l’abito bianco?

Abbiamo la descrizione del guardaroba personale di Marietta Accordi, redatto pochi mesi dopo il suo matrimonio, cioè quando, improvvisamente, morì suo marito Alessandro Nievo. Proviamo ad indovinare.

 

Sopra un abito di scorzetta di seta, con fiori rosa, la non più giovane sposa indossava un morbido tabarro di lana color caffè, con fodera di seta e guarnizione di velluto in tinta. Portava un grazioso cappello di raso color caffè, calze di seta e guanti di pelle.

Restò forse traccia, nella memoria d’Ippolito, di questa nonna acquisita che visse per pochi mesi nel palazzo mantovano dei Nievo? Proviamo ad indovinare.

 

Quando mi incontrava o sulla porta della cucina o per le scale, mi tirava alcun poco i capelli nella cuticagna, unica gentilezza che mi ricorda aver ricevuto da lei.

 

Questa donna scortese è la contessa di Fratta, così descritta nel capitolo primo de Le confessioni d’un italiano.

Un’istintiva antipatia per Ippolito, quel nipote primogenito, figlio d’Antonio, cioè del primogenito d’Alessandro, quindi destinato ad ereditare la maggior parte dei beni Nievo, è comprensibile in Marietta Accordi, della quale abbiamo peraltro scarse notizie. Quella sgarbata tirata di capelli, Nievo la descrive in modo troppo realistico, per non essere stata un ricordo vero e sgradevole.

 

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7 ottobre 2004