Nota introduttiva 2013

Storia di una ricerca potrebbe essere il sottotitolo del trittico di CD-Rom dedicato alla vita e allopera di Guido Colucci.

Questa parte terza dell’Archivio elettronico Guido Colucci rappresenta un nuovo contributo alla ricerca su Guido Colucci (Napoli 1877 - Roma 1949) che, in anni ormai lontani, produsse il lungo e dettagliato nostro saggio (Silvia Giordani e Fausta Samaritani, Identificazione di un autore, «Faenza» (LXXIX, n. 1-2, 1993, pp. 55-67 e Tav. I-III), saggio che resta a tutt’oggi la fonte più completa di notizie bio-bibliografiche, per chiunque voglia approfondire temi sulla vita e sull’opera di Colucci, artista multiforme, votato alla continua sperimentazione. Ma questa fonte è stata aggiornata, in successivi interventi.

Segnalo, ancora una volta, il volume di Flavio Orlando, Guido Colucci. Alla ricerca delle vestiture tradizionali sarde, Sassari, Carlo Delfino Editore, 1998. Le incisioni colorate, con gli abiti tradizionali della Sardegna, in modo esemplare sono commentate nel libro curato da Flavio Orlando. Esposte prima a Sassari e a Cagliari, quindi a Prato, hanno varcato le frontiere e sono state messe in mostra a Madrid. Una scelta parte è stata temporaneamente ospite a Palazzi Pitti e poi a Cagliari, quindi a Nuoro. In catalogo, Silvia Samaritani Giordani ha ripreso e ampliato alcuni temi su Guido Colucci, in particolare la genesi e le caratteristiche della serie di incisioni colorate Costumi sardi (Silvia Samaritani Giordani, Guido Colucci in La Sardegna veste la moda, a cura di Bonizza Giordani Aragno, Sassari, Carlo Delfino editore, 2009, pp. 178-181).

Dalla fine di giugno 2008 e metà marzo 2009, si è tenuta a Corte (Corsica), al Musée de la Corse, la mostra Isuli sureddi. Corsica Sardegna. Deux îles en miroir. Nel catalogo, edito da Carlo Delfino, è presente Guido Colucci con incisioni originali a colori, ex-libris, tempere, ceramiche marca L.E.D.A., spolveri per ceramiche. Colucci e sua moglie Edith Southwell, scrittrice ed etnologa della Corsica, sono stati da noi presentati in catalogo (Silvia Giordani e da Fausta Samaritani, Un artiste italien d envergure européenne entre Corse, Sardaigne et Toscane. Una femme écrivain anglaise fascinée par lâme populaire corse), con particolare riguardo alla bibliografia di Edith Southwell.

La necessità di continuare a dare ordine alla gran mole di materiale, raccolto anche in epoca recentissima, è all’origine di questa parte terza dell’Archivio elettronico Guido Colucci, dove trova posto anche materiale accumulato in precedenza, in originale o in copia, e che non non era stato possibile inserire nella precedente edizione dell’Archivio, uscita su CD-Rom nel 2007.

Desidero ringraziare i collezionisti privati che hanno generosamente messo a disposizione opere e documentazione in loro possesso, contribuendo in larga parte alla consistenza di questa parte terza dell’Archivio.

Guido Colucci, Danzatrice (acquerello pubblicato in: Archivio elettronico Guido Colucci, Parte seconda, 2009)

L’Album fotografico è stato ampliato con immagini inedite di Guido, dei suoi familiari e dei suoi amici, scattate a Firenze, a Parigi e in Corsica. Da una collezione privata sono uscite recentemente queste foto inedite, tra cui interni di case abitate dai coniugi Colucci e di due studi di Guido. Di grande interesse documentario sono le fotografie di Arthur Southwell, padre di Edith, del quale era noto fino ad oggi solamente un ritratto, pubblicato dalla figlia Edith negli anni Trenta. Vecchie foto di varie località della Corsica, riprese tra fine Ottocento e gli anni Trenta, completano la documentazione.

Alcune foto e due cartoline sono corredate da note a penna. Alcune note sono di mano di Guido, altre invece di mano di sua nipote Hilda Colucci: in questo caso lo zio indica sempre Guido e la zia indica Edith.

Si deve alla genorositò di Peter Sutro, nipote di Guido Colucci, il ritorno a Firenze di un centinaio di lastre, incise da Colucci in varie epoche: sono ora alla SACI-Florence (Studio Art Centers International), a disposizione degli alunni.

Ma la ricerca non si arresta: i centri privilegiati sono sempre gli stessi: la Corsica, dove Colucci, insieme alla moglie Edith Southwell, trascorreva il periodo estivo; Firenze dove la famiglia Colucci ha abitato per molti anni; Siena che Guido spesso visitava, perché lì risiedeva suo fratello Carlo Waldemar Colucci con la moglie Virginia e i figli e Roma dove Guido ha vissuto negli ultimi anni, con la moglie e con la nipote Hilda.

Opere di Colucci sono entrate nelle collezioni di Musei e di Biblioteche pubbliche e private, sia nella prima metà del Novecento sia in data recente, segno che si è rinnovato l’interesse per la sua opera. Uno sguardo al mondo variegato di Internet, che assorbe e distribuisce di tutto, ci conferma che lo spazio dedicato a Guido Colucci è sempre più ampio.

Fausta Samaritani

Roma, 1 gennaio 2013

Copertina

Samaritani Archivio elettronico Guido Colucci parte terza